A loro REGALATE UN VACCINO (NON LE MIMOSE)

Lo diciamo da mesi: i bambini, i ragazzi, stanno pagando un prezzo molto alto. Con una particolarità inedita: non è il virus a minacciarli ma l’isolamento, la privazione di socialità e movimento, l’innaturale carico di responsabilità – e per i più grandi il senso di colpa – nei confronti degli adulti più fragili. Ma fino a qui tutto inevitabile, purtroppo, e perfino recuperabile se il cataclisma in cui tutti siamo finiti diventa l’occasione per farli crescere, per renderli più consapevoli e resilienti: a ogni generazione, mi direte, è toccata una guerra.

Quello che potrebbe ucciderli, allora, è il silenzio. Non ascoltarli. Non vederli. Non dare voce al disagio e alle paure e all’angoscia di quei cuoricini ancora troppo piccoli per dare un nome a quello che sentono intorno. 

Ci sono madri e padri che possono permettersi di farlo. Molti a cui invece manca anche l’ossigeno per respirare. Quindi: chi per statuto o per risorse ha la possibilità di occuparsene, lo faccia. Subito. Con buone idee e buone pratiche. Penso ai Comuni, alle scuole, alle Regioni, agli educatori per professione. Io nel mio piccolo uso le parole, sono i miei strumenti di lavoro, e vi assicuro che possono fare miracoli: non le mie, ma quelle che faccio scrivere o dire a loro.

Poi però c’è un’altra cosa da fare urgentemente: mettere la mascherina dell’ossigeno alle donne, altro che mimose. E’ la cosa che ti dicono quando sali in aereo: in caso di bisogno, mamme, la mascherina mettetevela prima voi, e dopo, solo dopo, ai vostri figli. Se no chi si occupa di loro se voi siete in apnea? 

8 marzo: ho sentito molte amiche. La conversazione più impegnativa è stata con Laura, cassiera in un supermercato, compagno senza lavoro e figli di ogni età e di ogni disagio esistenziale da pandemia. Ho puntato dritto ai suoi occhi spenti scavalcando barriere e mascherine e le ho chiesto: almeno ti vaccinano? Si è messa a ridere, figuriamoci se rientra fra le categorie protette, ha solo 60 anni, fa solo la cassiera, è solo una colonna portante, ha solo figli che vanno e vengono e che Dio ce la mandi buona. 

Dite che tutto si regge sulle donne? Appunto. Regalate loro il vaccino. Categorie con priorità? Persone fragili, operatori sanitari, insegnanti, e anche madri esposte al pubblico e al privato. Sarebbe già qualcosa: farle esistere, metterle nell’elenco.

One Comment

  1. Maria Rosa Zigliani

    Il virus fa da padrone e tutto ruota intorno. Nel tuo articolo la possibilità di allargare lo sguardo. In questa grande confusione cerchiamo di trovare soluzioni e strategie. Forse però già allargare lo sguardo, fare esprimere le vite delle persone, mettere in evidenza le sfaccettature delle persone è un modo una possibilità di togliere al virus e di conseguenza alla paura, il potere. Guardando la complessità.

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